Hook
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Vi ricordate di quel ragazzo di 17 anni accoltellato da un tunisino che il padre minacciato che si sarebbe fatto giustizia da solo guardate il suo ultimo appello e poi ne parliamo insieme. Signore prefetto di Ravenna, signor questore di Ravenna, comandante dei carabinieri provinciale di Ravenna, mi ero già premurato per comunicare al dottor Cangini, capo dell'anticrimine della questura di Ravenna, cosa sarebbe successo se il criminale tunisino clandestino che pugnalò mio figlio il 15 luglio qui a Ravenna non fosse stato allontanato da Ravenna. A quanto pare ci risulta che questo giri di nuovo a piede libero a Ravenna. Allora che cosa dobbiamo fare? Mi state sfidando? Io l'ho detto quello che succederà. Togliete questo criminale da Ravenna, perché sennò il dottor Cangini sa bene cosa gli ho detto e a cosa andrò incontro la città e la nazione. Io non capisco fino a che punto deve arrivare un padre prima di dire una cosa del genere. Parliamo di un ragazzo che l'anno scorso aveva 17 anni ed è stato accoltellato alla schiena mentre difendeva la sorella, aggressore viene fermato ma viene poi riportato nella comunità a cui era affidato. Padre esplode e lancia un appello alle istituzioni e vi dico una cosa: attenzione a condannare questo padre senza prima chiederci come siamo arrivati fin qui. Perché naturalmente, se domani questo uomo fa una stronzata, saremo tutti bravissimi a dirgli eh ma non puoi farti giustizia da solo. Lo Stato esistono le leggi, certo, ma il sistema deve anche quando un padre chiede di essere protetto. È troppo facile presentarsi dopo con l'accoltellamento, dopo il funerale o che una famiglia è distrutta, improvvisamente arrivano tutti, comunicato la solidarietà prima. Prima dov'era questa cazzo di velocità? E qui c'è una cosa che mi fa veramente incazzare. Sbaglio una dichiarazione dei redditi, allora lo Stato ti trova subito. Se hai un debito con il fisco, non puoi dirgli eh ma guardate ragazzi, in questo momento non sono pronto. Rincorrono fino all'ultimo centesimo. Però quando un cittadino chiede di garantire sicurezza e giustizia, improvvisamente diventa tutto complicato. Vediamo, valuteremo procedura, le competenze, tempi della giustizia. Ma un padre non vive dentro una procedura, vive dentro una casa dove suo figlio è appena tornato con una coltellata nella schiena e mentre gli spieghi che deve avere fiducia nelle istituzioni, quello che ha aggredito suo figlio può tornare a circolare libero come niente fosse. Poi abbiamo pure coraggio di scandalizzarci se qualcuno è esasperato, comincia a pensare mi faccio giustizia da solo. Attenzione, non sto incentivando la giustizia privata. Bene, sarà pericolosa, è caos, tutto quello che vuoi. È proprio per questo che in un paese ci deve essere abbastanza forza da rendere inutile la vendetta privata. Perché se tu togli alle persone la fiducia che le legge le proteggerà, non puoi sorprenderti quando qualcuno comincia a pensare che la legge non serve più. Questo è il punto che non vogliamo capire. Legalità non si difende facendo morale alle vittime, si difende dimostrando che rispettare la legge conviene. E denunciare serve, che chi aggredisce non torna semplicemente in strada con un foglio in mano come se niente fosse. Soprattutto che non dobbiamo aspettare che quel padre faccia qualcosa di irreparabile per ricordarci che lo Stato avrebbe dovuto intervenire prima, perché a quel punto saremo tutti indignati, ma sarà indignazione a tempo scaduto. Io voglio uno Stato che se è velocissimo quando deve prendere i miei soldi, deve essere altrettanto veloce quando deve proteggere mio figlio, altrimenti non chiamate la giustizia, chiamate la burocrazia, perché quando la legge arriva sempre dopo, prima o poi qualcuno smette di aspettarla.